In data 13.05.2024 codesta Segreteria Regionale inviava nota Prot 023/SRS/2024 avente come oggetto Criticità presso la sezione isolamento dell’Istituto sassarese.
Avevamo argomentato le difficoltà gestionali dell’utente ubicato presso la sezione isolamento e avevamo argomentato su un eventuale tentativo di aggressione presso l’infermeria con tutto il materiale a disposizione dello stesso da poter usare contro il personale infermieristico e il personale di polizia penitenziaria.

A quanto e dato sapere nella tarda serata del 18.05.2024 l’utente in questione ha messo in atto quanto da codesta OOSS preventivato e a quanto è dato sapere a farne le spese sono stati gli agenti penitenziari riportando, nel tentativo di contenere e sedare la reazione avversa del soggetto, la lussazione della spalla, il rigonfiamento della caviglia, una distorsione del ginocchio e un colpo al volto.
Tutti sono stati accompagnati presso il pronto soccorso cittadino per le cure del caso ma quello che ha creato più preoccupazione è stato il malore accusato da un Sottufficiale dopo aver ricevuto un colpo al viso e tuttora trovasi ricoverato presso il reparto di cardiologia. Gli siamo vicini cosi come siamo vicini ai colleghi che hanno subito la vile aggressione augurando loro una pronta guarigione.
Quello che non si riesce a capire e il perché, e su questo Le chiediamo di prendere in considerazione il suo utilizzo, non viene usata la stanza adibita ad infermeria presente nella stessa sezione ma deve essere sempre accompagnato in quella centrale sita al secondo piano con tutti i rischi annessi specialmente nelle ore serali e ore notturne?.
Perché si deve sempre arrivare al punto che su ogni spostamento del soggetto la polizia penitenziaria deve subire in modo passivo senza mezzi di difesa se non con scudi e caschi lasciando cosi sfogo al soggetto di poter aggredire liberamente sapendo che nessuno può intervenire usando la Forza??Ma si deve arrivare ad un qualcosa di più serio prima di intervenire?.
Ma ci vogliamo rendere conto che la mancanza di personale, sia in quel di Bancali che in altri Istituti della Regione Sardegna, è dovuta anche per le continue aggressioni che il personale subisce?


I colleghi hanno paura nell’affrontare l’utente nel tentativo di contenerlo e cercare di non arrecargli alcun danno fisico ma al contempo hanno paura di rimanere a sua volta contusi e come sempre ricorrere alle cure dei medici.
Oramai l’atmosfera che si respira in quel di Bancali è pesante e gli agenti si sentono abbandonati a se stessi vedendo che nessuno prende iniziative nel cercare di portare serenità in un ambiente di lavoro oramai in mano agli utenti facinorosi che quotidianamente mettono a soqquadro l’intero Istituto.
Sono state emanate le nuove direttive sull’allontanamento anche fuori Regione dei soggetti resosi responsabili di eventi critici ma quasi mai vengono adottate.
Sarebbe il caso, tenuto conto dei comportamenti aggressivi avvenuti in quasi tutti gli Istituti della Regione, un suo IMMEDIATO TRASFERIMENTO IN ALTRI ISTITUTI NAZIONALI.
Ora è venuto il momento di dire BASTA AGGRESSIONI, BASTA MENEFREGHISMO DA PARTE DI CHI HA LA RESPONSABILITA’ DELLA GESTIONE E DELLA SICUREZZA DELLA POLIZIA PENITENZIARIA, BASTA CON IL MENEFREGHISMO DELLE ISTITUZIONI DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA INIZIANDO DALLA DIREZIONE E DELLA POLITICA CHE PREDICA BENE MA RAZZOLA MALE, BASTA SENTIRSI SEMPRE DIRE CHE LE AGGRESSIONI SONO I RISCHI DEL MESTIERE.
Purtroppo chi dice che le aggressioni sono i rischi del mestiere lo dice stando seduto dietro una scrivania e non ha MAI SUBITO AGGRESSIONI e non si è mai sentito dire Buona Fortuna……

Egregio Signor Provveditore Le chiediamo, con il Cuore in mano, di trovare una soluzione adatta alla gestione dell’utente anche perché non è più ammissibile che per ogni suo spostamento si debba finire in ospedale e Le chiediamo, qualora i vertici dell’Istituto di Sassari Bancali non siano in grado di trovarne, il suo immediato allontanamento come previsto dalle normative vigenti.

In attesa di Riscontro alla Presente si coglie l’occasione per porgere i più cordiali saluti.