Le risultanze delle ultime sedute della Commissione ricompense ex art. 82 D.P.R. 82/1999, tenutesi il 19 e 20 dicembre scorso, sembrano aver più penalizzato che premiato il personale impiegato a fronteggiare l’emergenza Covid e le connesse rivolte sviluppatesi nelle carceri italiane.
Nelle Forze di Polizia di tutto il mondo conosciuto, la capacità operativa e lo spirito di sacrifico, per non dire il coraggio estremo, sono sempre motivo di orgoglio per le Amministrazioni di appartenenza e occasione dei dovuti riconoscimenti professionali.
Nel caso della Polizia Penitenziaria italiana accade qualcosa di profondamente diverso per volontà di una dirigenza civile che non appartiene al Corpo e che nel 2023 ancora non riesce a premiare chi si è distinto nella primavera delle rivolte carcerarie del 2020.

I nostri Poliziotti, nonostante siano stati da sempre privati di una formazione adeguata (per colpa di una Amministrazione disinteressata a professionalizzare il Corpo) e soprattutto dei necessari equipaggiamenti (mai acquistati dalla competente direzione generale), coraggiosamente si impegnano nel contrastare le rivolte di delinquenti facinorosi (da taluni presentati come fragili detenuti vittime di ingiustizie) ma sono sistematicamente penalizzati.

Solo taluni dei poliziotti in servizio e non già tutto il personale operante (non si conosce il criterio discretivo) sono stati riconosciuti meritevoli di ricompense, tra l’altro limitate a lodi ed encomi, quando nelle Forze di Polizia dirette da dirigenti/ufficiali di Polizia tali atti sarebbero, con ogni probabilità, riconosciuti meritevoli anche di “promozioni per meriti straordinari”.

Ci rivolgiamo al Ministro affinché valuti di avviare una ISPEZIONE MINISTERIALE per verificare la congruità di “TEMPI E CRITERI DI PROMOZIONI” messi in atto dalle Commissioni istituite presso il D.A.P., che demotivano il personale e dimostrano, sempre più, come il Corpo di Polizia Penitenziaria non possa più essere gestito da Dirigenti che del Corpo non fanno parte e che in taluni casi si mostrano “CONTRO INTERESSATI” alla valorizzazione professionale di chi serve lo Stato e nulla chiede se non di essere trattato come nelle altre Forze di Polizia del Paese.
Il personale della carriera dei Funzionari, del ruolo degli Ispettori, dei Sovrintendenti e degli Agenti/Assistenti di Polizia Penitenziaria attende, in media, oltre tre anni per essere valutato nelle procedure di ricompensa, tempi assolutamente degni di un Paese del 4° mondo!!!

Chiediamo al Signor Ministro l’IMMEDIATA ACQUISIZIONE DEI FASCICOLI PENDENTI, chiedendo conto ai responsabili delle eventuali negligenze riscontrate.

Con l’occasione chiediamo, infine, al Signor Ministro a di ASSUMERE INFORMAZIONI SULLE PROCEDURE
DI RICONOSCIMENTO DEI “NASTRINI”
connessi all’emergenza Covid, visto che nelle Forze di Polizia e nelle Forze Armate dello Stato sono stati decretati da almeno 18 mesi, mentre al D.A.P. risulta ancora tutto in alto mare.