Sembra sempre più che sia questa la risposta che viene spontaneo darsi considerate le affermazioni, note circolari e interventi a mezzo stampa che ultimamente ci hanno visti, come Corpo di Polizia Penitenziaria e personale penitenziario tutto, destinatari di indicazioni e tentativi di risoluzioni dell’affannoso e preoccupante degrado violento al quale sono quotidianamente esposti gli operatori penitenziari negli istituti.
Potrebbe apparire quasi come un atteggiamento ingrato intervenire a dissentire su quanto detto e scritto fino ad oggi, se solo si volesse far passare questa missiva come l’ennesima lettera retorica e polemica di natura sindacale, come tante altre e di altre sigle, alle quali purtroppo potrebbe seguire il medesimo destino di non aver alcun cenno di riscontro o considerazione…e correremo lo stesso questo rischio di non-ascolto, perché sereni che prima o poi verranno fuori tutte le voci che si ritroveranno nelle parole così tanto non meritevoli alle orecchie dei destinatari istituzionali di considerazione…e, allora, staremo tutti a fissare gli occhi di chi oggi non vuole guardarci né ritenere degni di riflessione i numerosi inviti di incontro e confronto anche con una Confederazione sindacale al momento non rappresentativa ma, comunque (e i numeri parlano) portavoce di migliaia di Poliziotte e Poliziotti Penitenziari che orgogliosamente rappresenta.

Ma non è questo il motivo per cui ci ritroviamo a scrivere a Lor Signori: SIAMO STANCHI DI ESSERE PRESI IN GIRO! Questo è il motivo!
Quando riuscirete a capire che VOI, SI’ VOI, AVETE BISOGNO DELLA POLIZIA PENITENZIARIA PER COMPRENDERE, GESTIRE, RISOLVERE E GARANTIRE IL FUZIONAMENTO DELLA SICUREZZA PENITENZIARIA?

Come potete pretendere che si possa non sorridere, amaramente, dinanzi ad una circolare che, come per precedenti dettami (vedi linee guida ad esempio), non fa che riportare (altro non potrebbe) una già chiara e vigente normativa afferente la gestione disciplinare di ristretti autori di comportamenti violenti cercando quasi affannosamente di scavare nel vocabolario Treccani nuove terminologie per impressionare i lettori quasi a far passare proprio quel modus operandi?
Sorveglianza particolare, trasferimenti per motivi di sicurezza (già previsti in deroga al principio di territorialità qualora giustificatamente supportati da validi motivi), tutta una serie di predittivi provvedimenti disciplinari comminati sempre sotto l’algido controllo della Magistratura di Sorveglianza.

E non si è mai pensato che, forse, è arrivato il momento di aprire anche un aggiornato dialogo con la Magistratura di Sorveglianza che molto spesso si rende protagonista di accoglimenti reclami e disposizioni che inficiano anche le sanzioni disciplinari contestate nei modi e nei tempi come per legge, entrando nel merito delle stesse e annullando uno degli strumenti di controllo e sicurezza che Direzioni e Polizia Penitenziaria adoperano quale deterrente per reiterati comportamenti violenti e potenziali aggressioni da parte della popolazione detenuta?

MA E’ COSI’ DIFFICILE E IMPROPRIO CONSIDERARE CHE A FAR DA “CONSIGLIERI” IN MATERIA PENITENZIARIA (intendendosi in tal senso la specifica competenza operativa in capo alla Polizia Penitenziaria nelle sue numerose sfaccettature) DEBBANO ESSERE DIRIGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA OPERATIVI SUL CAMPO? PERSONALE DI POLIZIA PENITENZIARIA CHE VIVE IN PRIMA PERSONA LA QUOTIDIANITA’ DELL’ISTITUTO non solo riferita al rapporto/lavoro con i ristretti ma, spesso, con la Dirigenza stessa penitenziaria che, affossata dalle criticità a cui far fronte, finisce con vessare il personale a disposizione con dinieghi, rotazioni e richiami che sviliscono e sfiniscono il personale stesso.

BASTA! BASTA! BASTA!

Non vi è giorno in cui a questa Confederazione non arrivino segnalazioni e richieste di aiuto susseguenti aggressioni e turni di servizio assurdi; si spera sempre che qualcosa cambi, che si possano, prima o poi, vedere fatti perché delle parole ne siamo assuefatti. Basterebbe pensare alla reazione che ha suscitato l’ultima Circolare del Capo DAP: cioè la soluzione sarebbe spostare il problema da un istituto ad un altro, non intervenire sull’abuso detentivo nei confronti di soggetti psichiatrici che, quindi, continuerebbero solo a viaggiare per il Paese?
Stesso destino per coloro che del principio di territorialità non sanno che farsene, vuoi perché non radicalmente stabiliti nel nostro Paese vuoi perché semmai destinatari di espulsione mai eseguita e intanto…Tanto i colloqui sono in videochiamata, se ci sono, che sarà mai qualche km in più? E i colleghi destinatari del “regalo” saranno i prossimi a temere di diventare le nuove vittime…
MA FORSE, INVECE DEL TASER AI NUCLEI OPERATIVI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA SUL TERRITORIO, FORMAZIONE ADEGUATA DI POLIZIA GIUDIZIARIA, AMPLIAMENTO REPARTI CINOFILI ETC…IL FATTO DI AVERE DISTRIBUITO PRESIDI DI CONTENIMENTO E CONTROFFENSIVA (SCUDI/MAGANELLI/CASCHI…) VORREBBE SUGGERIRE “ARMATEVI E PARTITE?”

ATTENZIONE COLLEGHI: ARMATEVI E’ PER MODO DI DIRE, AL PRIMO GESTO DI DIFESA (da dimostrare) PARTIRANNO ISPEZIONI, SOSPENSIONI, GARANTI E MAGISTRATI…MEGLIO PRENDERLE ATTUTENDO I COLPI (OVE POSSIBILE) E USCIRNE PROCESSUALMENTE INDENNI…FUORI VINCE CAINO, DIFFICILMENTE ABELE!
MANIFESTAZIONE DI PIAZZA, DAVANTI AL DAP, IL 12 OTTOBRE 2023, PERCHE’ SENTIRANNO LE NOSTRE VOCI E LEGGERANNO I NOSTRI PROCLAMI…INIZIEREMO DA LI’, UNITI, CON LA SPERANZA SI UNISCANO INDISTINTAMENTE COLORI SINDACALI E APPARTENENZE DIVERSE, UNITI IN UNICO CORO, PERCHE’DOVRANNO PERCEPIRE TUTTI LE PAROLE CHIAVE DI TUTTO: BASTA!

Vogliano ESSERE RISPETTATI!