Coordinamento DONNE

  • Abolizione delle “quote rosa”?
    Abolizione delle “quote rosa”?

    Nel corso degli anni il carcere di Cosenza si è rivelato capofila di una scelta di buon senso: quella di inserire nell’accesso ai vari posti di servizio del personale femminile in proporzione a quello maschile.
    Le chiamano “quote rosa”, termine che a noi non piace, ma che nel tempo risulta avere preso il posto di quella necessaria parità di diritti e di trattamento che dovrebbe esserci in tutti i luoghi di lavoro.
    Ci giunge voce che da riunioni carbonare fatte tra i sindacati si voglia concertare l’abolizione di detto criterio di civiltà. Precisiamo sin d’ora che un eventuale ritorno al passato come prospettato, ci vedrà protagonisti di una battaglia sindacale senza soluzione di continuità. I passi bisogna farli verso il futuro non verso il passato.

    Si resta in attesa di urgente riscontro e si porgono distinti saluti.

Comunicati Regionali

  • Comunicazione sit-in di protesta per il 5 giugno p.v. dalle ore 10 alle ore 12 C.C. Caltagirone. Irrisolte problematiche.
    Comunicazione sit-in di protesta per il 5 giugno p.v. dalle ore 10 alle ore 12 C.C. Caltagirone. Irrisolte problematiche.

    Con riferimento a precorsa corrispondenza di questa Confederazione sindacale, con particolare riferimento a quanto già segnalato sin dal 2023 e per ultimo con nota prot. n. 4 del 16 aprile 2024, che si allega, trasmessa alla Direzione che legge per conoscenza, si segnala che ad oggi nessun riscontro è stato trasmesso a questa organizzazione sindacale, né tantomeno giungono segnali di risoluzione delle problematiche segnalate.
    Si apprende da personale in servizio presso la Casa Circondariale di Caltagirone che presso il blocco detentivo denominato 200, le unità addette alla vigilanza dei detenuti sono costrette ad operare nei piani di suddetta sezione all’interno di un corpo di guardia totalmente chiuso e senza nessuna griglia di aerazione o impianto di climatizzazione funzionante.
    Si segnala già da diversi mesi che sarebbe necessaria la sostituzione dei climatizzatori non funzionanti ma la direzione sembra non accettare tale risoluzione, non curante che quel posto di servizio non potrebbe essere occupato da un poliziotto in quelle condizioni, dove sia la temperatura che il rumore causato dalle ventole dell’impianto di raffreddamento della video sorveglianza, lo rendono insalubre e non praticabile.

    Si chiede alla S.V. di intervenire affinché si conosca il nominativo del RSPP nominato presso la Casa Circondariale di Caltagirone, al fine di valutare la soppressione immediata e urgente di quel posto di servizio e le sue responsabilità, in considerazione che le unità sino a poco tempo fa permanevano presso la sala regia a piano terra. Si ritiene altresì che, qualora a causa delle condizioni non adeguate di quel posto di servizio dovesse causare malore al poliziotto ivi impiegato, l’amministrazione locale e Regionale siano dichiarate direttamente responsabili di tale abuso. Pari condizioni permangono al blocco 50 dove i climatizzatori non sono completamente presenti.
    Ulteriore problematica che attanaglia la casa circondariale di Caltagirone risulta essere la recente creazione del presidio per i detenuti psichiatrici. Sembrerebbe che all’interno del penitenziario non sia comunque presente il servizio dello specialista, garantito tutti i giorni e pertanto tale gestione di suddetti detenuti è affidata totalmente ai medici di turno e al personale di polizia penitenziaria che deve improvvisarsi ad risolvere problematiche di cui non ha le competenze con gravose sorveglianza a vista che elevano i carichi di lavoro.
    Come già segnalato negli anni precedenti, risulta altresì inadeguata la pianta organica e a nulla giovano le integrazioni di personale programmate, perché queste coprono appena il personale già programmato in uscita per pensionamenti.
    Si ritiene altresì offensiva della dignità del personale il riscontro del Provveditore che certifica una carenza regionale di 600 unità quando in Sicilia me sono state assegnate appena 180.
    Nei Penitenziari siciliani si riescono a garantire con molti fatica i diritti soggettivi continuando ad espletare turni di almeno otto ore, per poi sentirsi richiamare dal DAP a limitare il lavoro straordinario perché si è superato il monte ore assegnato. Siamo in presenza di un chiaro disallineamento tra DAP, PRAP SICILIA E BASE.

    Per le motivazioni sopra segnalate e per l’indifferenza alla risoluzione di tali problematiche sia a livello locale che regionale, questa Confederazione sindacale ritiene, a tutela dei diritti e del benessere del personale di polizia penitenziaria, di comunicare lo stato di agitazione con preannunciato sit-in di protesta che si terrà il 5 giugno 2024 dalle ore 10:00 alle ore 12:00 presso il piazzale antistante la casa circondariale di Caltagirone.
    Alla Presidenza CON.SI.PE. tanto si comunica al fine di poter intercedere con le Autorità Centrali del DAP affinché si restituisca dignità ai poliziotti penitenziali di Caltagirone, al fine di concedere loro un ambiente di lavoro più dignitoso e la garanzia di restituire loro la pretesa e dovuta serenità.